Blackout, il thriller d'azione diretto da Sam Macaroni e pubblicato su Netflix il 01 novembre 2022, catapulta gli spettatori in un intricato gioco di memoria e sopravvivenza. Josh Duhamel interpreta un uomo che si risveglia in un ospedale messicano senza alcun ricordo della propria identità e del motivo per cui si trovi lì. Da quel momento, la sua vita si trasforma in una frenetica corsa contro il tempo quando scopre di essere braccato da un cartello messicano determinato a eliminarlo.

Il film si apre con uno dei più classici espedienti narrativi del cinema contemporaneo: l'amnesia. Tuttavia, Blackout non si limita a costruire una storia attorno alla perdita di memoria, bensì la utilizza come motore di una sequenza ininterrotta di eventi ad alta tensione. Il protagonista, pur non ricordando nulla di sé, scopre progressivamente di possedere abilità di combattimento e istinti di sopravvivenza che non sa spiegarsi, e che si rivelano fondamentali per rimanere in vita.

La sceneggiatura di Van B. Nguyen costruisce una narrazione a incastro: ogni incontro, ferita o flashback aggiunge un tassello al puzzle dell'identità dell'uomo, mentre le motivazioni del cartello e il ruolo di coloro che sembrano volerlo aiutare rimangono ambigui fino alle battute finali. La struttura del film ricorda per certi versi quella di un videogioco d'azione, dove ogni sequenza rappresenta un livello da superare per avvicinarsi alla verità.

La regia di Macaroni privilegia l'azione fisica e la tensione continua, evitando lunghe spiegazioni o sequenze di dialogo superflue. Il risultato è un thriller che si consuma in 91 minuti senza soste, puntando su inseguimenti, sparatorie e combattimenti corpo a corpo. L'ambientazione messicana, tra ospedali fatiscenti e territori controllati dai narcos, contribuisce a creare un senso di isolamento e pericolo costante.

Accanto a Duhamel, il cast comprende Abbie Cornish nel ruolo di Anna, Nick Nolte in quello di Ethan McCoy, Omar Chaparro nei panni di Eddie e Bárbara de Regil come Jenny. Ogni personaggio aggiunge un elemento di dubbio alla storia: chi è davvero alleato del protagonista? Chi lo sta usando per i propri interessi?

Blackout non pretende di reinventare il genere, ma si inserisce con efficacia nel filone degli action-thriller costruiti attorno a un unico, semplice interrogativo: chi sono davvero? La risposta arriva soltanto negli ultimi minuti, dopo una serie di rivelazioni che rimettono in discussione gran parte di ciò che lo spettatore ha creduto di sapere.

Il film ha ricevuto giudizi contrastanti da parte del pubblico, registrando una valutazione media modesta. Tuttavia, la sua forza risiede nella capacità di tenere alta l'adrenalina dall'inizio alla fine, facendo leva su una regia dinamica e su un protagonista costantemente in lotta per la propria sopravvivenza.

Come sottolinea lo stesso Duhamel, la domanda che attraversa l'intera narrazione rimane sospesa fino ai minuti finali: quando scoprirai chi eri davvero, vorrai ancora quella vita indietro?

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