È arrivato su Netflix il 29 ottobre Noi, un po' meglio, il nuovo film di Daniele Luchetti, una commedia drammatica che esplora il tema della genitorialità, dell’adozione e delle difficoltà di coppia con un tono umano e senza scivolare nel patetico.

La storia segue Simone, un vigile del fuoco interpretato da Elio Germano, e Lucia, interpretata da Maria Chiara Giannetta, che desiderano avere un figlio. Quando scoprono che Lucia non può rimanere incinta a causa di un problema congenito, decidono di intraprendere il percorso dell’adozione. Il film affronta con realismo e sensibilità la burocrazia, i requisiti, le emozioni e le difficoltà che accompagnano questa scelta, evitando i cliché del genere e mantenendo uno sguardo affettuoso e umano su ogni personaggio.

Il cast è arricchito da Anna Bonaiuto e Caterina Guzzanti, che interpretano rispettivamente la psicologa del tribunale e l’assistente sociale, due figure fondamentali nel percorso di adozione della coppia. La sceneggiatura, scritta da Enrico Audenino, Davide Lantieri, Serena Patrignanelli con la collaborazione di Daniele Luchetti, riesce a combinare momenti di umorismo con una profonda riflessione sulle relazioni, mantenendo un equilibrio tra leggerezza e intensità emotiva.

Il film è stato prodotto da Lucky Red ed è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. Daniele Luchetti ha descritto la pellicola come un’opera che racconta l’adattamento continuo necessario per costruire una famiglia fuori dai modelli prestabiliti, sottolineando come questo processo, che può sembrare una difficoltà nella coppia, rappresenti in realtà la coppia stessa.

“Questa storia racconta come si può accettare il fatto di non essere dentro dei modelli prestabiliti per fare una famiglia, per fare dei figli e come questo adattamento continuo che sembra lo stare male nella coppia, in realtà sia la coppia stessa”, ha dichiarato Luchetti. “Un film in cui ci si può identificare pensando che è proprio così, però in realtà stiamo utilizzando uno sguardo affettuoso sul mondo che ce lo rende vero, ma un po’ più bello del reale.”

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